Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire

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domenica, 11 gennaio 2009 ore 14:52

autoritratto_1

“Ehi, tu che hai per le mani questo libro, se hai voglia di poesia di contrabbando, di quella vera, di quella che è difficile da trovare persino al mercato nero, beh, allora vieni qua, avvicinati, stammi a sentire: Vincenzo Blanco scrive di quello che vive, e parla come mangia, raschia pezzi di poesia grandi come oceani e disarmanti come la Vita, l’Amore, la Morte. Non è la solita mezza calzetta che scrive fringuellate sentimentali da strapazzo. Ma tu non dirlo troppo in giro, va bene? Vincenzo sa quello che fa per il semplice motivo che non c’è niente di costruito in quello che butta giù nello stomaco e sulla carta. Nessuna differenza. Ma tu non fare la spia, mi raccomando. Le ispirazioni gli escono da sole come sangue da una vena, mi sono spiegato? Ecco cosa. E allora ci sono pezzi di roba sua qua dentro che li leggi e diventano tuoi, se vuoi, parte di te, di quello che sei, che fai e che ti succede, e ti accompagnano proprio come se fossero anche Strada tua, Tempo, Gioia, Dolore, Sconfitta e Rivalsa tua, Mezza Felicità e Fuga.”
(Paolo West)

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lunedì, 15 dicembre 2008 ore 01:41
Vorrei essere un nome, una parola, un sorriso,
per poter nascere dalla tua bocca e vivere
per sempre nel suono della tua voce.

Vorrei essere vento, pennello, indice,
per disegnare il tuo profilo, ovunque esso si trovi,
senza l'aiuto della memoria, perché mi è impossibile
dimenticarlo, perché sei impressa in ogni mio pensiero.

Vorrei essere una lacrima, uno sguardo, una ciglia,
per non lasciare mai i tuoi occhi e dare ai miei un motivo
per non spegnersi, per bagnarsi ed illuminarsi ancora di vita.

Vorrei essere sangue che scorre nel tuo corpo,
per non smettere mai di dare la caccia al tuo cuore
per trovarlo e perderlo nello stesso istante
perché è nella sua ricerca che è inciso il mio destino.

Vorrei essere il guizzo di un delfino,
la picchiata di un falco, il salto improvviso di un gatto,
per non tradire mai il tuo stupore, perché è nella tua meraviglia
che la mia anima esplode la sua essenza.

Ma sono solo un uomo purtroppo
e di tutti gli uomini quello più sbagliato per te.

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giovedì, 27 novembre 2008 ore 19:29

Vincenzo Blanco : Mi accorsi che mi amavo follemente quando mi resi conto che le volte in cui mi ero masturbato superavano di gran lunga quelle in cui avevo fatto l'amore.

Woody Allen : Il sesso è stata la cosa più divertente che ho fatto senza ridere.

Vincenzo Blanco : Non vanto crediti con nessuno tranne che con Dio, per questo con me si è reso irreperibile.

Woody Allen : La bisessualità raddoppia immediatamente le tue chances al sabato sera.

Vincenzo Blanco : L'amore è uno spacciatore, il cuore è un tossico, io sono il poliziotto corrotto.

Woody Allen : Le differenze maggiori tra i vari canali televisivi sono tuttora le previsioni del tempo.

Vincenzo Blanco : La prossima trasmissione televisiva che avrò il piacere di guardare saranno i funerali di stato di Maria De Filippi.

Woody Allen : Quel ballerino aveva una calzamaglia così stretta che non solo si distingueva il sesso, ma anche la religione.

Vincenzo Blanco : L'ultima vota che ho fatto l'amore ho pagato in lire.

Woody Allen : Ci sono cose peggiori della morte. Se hai passato una serata con un assicuratore, sai esattamente di cosa parlo.

Vincenzo Blanco : Ero talmente eccitato che a nulla servì il tentativo di distogliere la sua attenzione con una scorreggia.

Woody Allen : Nell'amore di gruppo c'è il vantaggio che uno, se vuole, può dormire.

Vincenzo Blanco : Spero di morire prima del mio ultimo capello.

Woody Allen : I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale.

Vincenzo Blanco : Stavamo vedendo un film di Rocco Siffredi, quando lei mi disse :"Ti va di fare l'amore?" Fu in quel momento che imparai ad improvvisare gli attacchi di colite.

Woody Allen : Provo un intenso desiderio di tornare nell'utero... di chiunque.

Vincenzo Blanco : Il vero dramma è quando l'amore finisce in corrispondenza con la terza rata del mutuo.

Woody Allen : Ho smesso di fumarel vivrò una settimana di più, ed in quella settimana pioverà a dirotto.

Vincenzo Blanco : è statisticamente provato che niente nella vita rende più infelici dell'amore.

Woody Allen : Non è che ho paura di morire, solo che non voglio esserci quando accadrà.

 

 

 

 

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mercoledì, 24 settembre 2008 ore 02:31
Nun te mette a piagne per me
Argentinaaaaaaaaaaaaa
Lo vedi so ancora viva
M’hai rotto er cazzo
M’hai stai a gufà
Nun te mette a piagne
Argentinaaaaaaaaaaaaaa
 
PI:   Senti come canti… che ti è successo?
BV: Niente, sono felice, perché è vietato?
PI:  No no… anzi, mi fa piacere. E come mai sei felice?
BV: Erano quasi nove mesi che aspettavo di vedere una persona e finalmente oggi ci siamo incontrati.
PI:   Ah... una femmina immagino… è andata bene?
BV: Per me si, insomma, lei era bellissima e le ho sorriso tutto il tempo, però non è che mi si è filata molto… ma in futuro sono sicuro che andrà molto meglio.
PI:  Certo che con le donne sei proprio uno scandalo… le devi aggredire altrimenti quando te la danno…
BV: Te la danno… ma come parli? Ma soprattutto chi cavolo sei? Sei un fantasma? Non ti vedo, mostrati per dinci bacco!
PI:   Come non mi vedi… guarda giù… sto qua sotto.
BV: Chi sei? Er pisello? Non mi dire che ti sei risvegliato dal letargo!
PI:  No non ti preoccupare, quello ormai non si riprende neanche con l’elettroshock…
BV: Ah bello… guarda quell’amico ancora detta legge… chi sei? L’ombelico?
PI:  Noooo… ma non mi vedi… sto qui che mi agito da 5 minuti…
BV: E no… vabbè non è possibile… questo è decisamente troppo… non mi dire che sto parlando con un pelo del petto?
PI:   Embè… sono una schianto di pelo di petto io…
BV: Annamo bene…
PI:  Comunque mi stavi raccontando di questa tipa, come si chiama? Quanti anni ha?
BV Si chiama Giuliasofia e quando l’ho vista aveva esattamente 3 ore e 43 minuti. Sai pelo del petto, non è stata una gravidanza per niente facile, la madre, Giuliana ha dimostrato di avere un coraggio straordinario. In quello stesso ospedale, poco più di un anno è mezzo fa, ci aveva lasciato suo fratello Vincenzo e Giuliana pur di far nascere questa bambina ha messo a repentaglio la sua vita, senza mai avere un secondo di ripensamento, di cedimento, non lo dico tanto per dire, è la verità, penso che Vincenzo sia stato il cordone ombelicale in cui è confluito tutto l’amore che Giuliana aveva da dare a lui, tutta la voglia di vivere che le si era assopita con la sua scomparsa. Ci vorrebbero ore ed ore per riuscire a spiegare tutto quanto.
Mettila in questo modo, Giuliasofia è l’angelo di un angelo.
PI:   Si si… lo so… lo so.
BV: Sei un pelo del petto… come puoi dire lo so?
PI:   Guarda bello che la mia nascita è stata difficilissima, ero nato incarnito, mi sono salvato anche io per miracolo!
BV: Adesso mi ricordo… pensa che quando sei nato te, io ho bestemmiato come un maiale su un letto di patate.
PI:  A si… e se adesso mi stacco e ti gonfio di botte?
BV: Io domani mattina ti ceretto via.
PI:   Vabbè allora per questa volta ti perdono, però ricordati che ti sei salvato per un pelo!
 
 
Questo colloquio con un mio pelo del petto (in passato ho parlato con personaggi peggiori) è stato scritto per dare, a modo mio, il benvenuto alla bellissima Giuliasofia, raccontare quello che è successo negli ultimi 18 mesi è praticamente impossibile, la realtà è che oggi lei è qui ed ha na valanga di zii acquisiti e non che non smetteranno mai un istante di volerle bene.
Oltre a Giuliana che ci ha portato in un certo senso tutti in grembo in questi nove mesi, faccio una vera e propria standing ovations al papà, Gianpaolo, che ho imparato a conoscere ed ammirare in questo periodo, hai nonni, Giuliano e Matilde che non finiranno mai di stupirmi per quanto sono forti e meravigliosi ed a Valeria (la mia ballerina!!:-) che sono sicuro sarà la zia migliore che la vita avrebbe mai potuto donargli.
Evito di menzionare tutti gli zii perché sarebbe un elenco più corposo dell’elenco telefonico di New York.
Benvenuta piccola Giuliasofia.
 
P.S. La canzone all’inizio è una mia rivisitazione in romano di dont cry for me argentina.
Baci ed abbracci,
Vincenzo.
P.S.P.S: Ringrazio anche mister PI ovvero pelo incarnito.
P.S:P.S.P.S. Adesso aspettiamo tutti Luca!!!!

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lunedì, 08 settembre 2008 ore 01:38
resta al buio
piccolo principe,
resta in silenzio.
le decisioni portano solo sofferenza
e l’acqua cade dagli occhi
degli stolti.
fermala finché puoi
usala per pisciare
usala per pisciare
usala per pisciare
 
accendi la luce
piccolo principe,
canta le tue canzoni.  
le decisioni rendono le persone libere
e l’acqua cade dagli occhi
degli uomini veri.
lasciala scorrere
usala per vivere
usala per vivere
usala per vivere

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