Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire
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La perfezione che cerchi
è chiusa nei miei occhi che ti sognano,
nella semplicità dei tuoi gesti,
nella tua risata imprevedibile,
nel sole che ti cerca di continuo
nel suono incantevole della tua voce.
Resta lì, ferma, immobile,
bella come solo tu sai essere,
inconsapevole del tuo potere su di me,
non cercarti negli specchi, nel passato,
non cercarti altrove, lascia che sia io
a mostrarti quello che non riesci a vedere.
Ora, lentamente, entra nei miei occhi,
guarda attraverso loro ciò che vedo io,
solo così potrai capire che non è un corpo
quello che bramo, che cerco, che adoro,
ma è tutto quello che racchiude il corpo,
è oltre la carne, è oltre la pelle, è oltre ancora,
è il cuore, è il miracolo, sei tu.
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Erano le 4 e 30 del mattino di un mercoledì qualsiasi di un terribile agosto qualsiasi, eravamo rimasti solo io e Pietro, niente più persone, niente più vino, niente di niente.
Pietro rotolò giù dal divano la sua testa andò a sbattere contro il posacenere che fece un frastuono micidiale per quell'ora, io ero seduto su una sedia, con i gomiti piantati sul tavolo ed i palmi delle mani che si spingevano dritti negli occhi, Pietro aveva una enorme testa pelata e delle mani incredibilmente piccole, era basso e quasi privo di busto, nonostante questo era uno dei più temuti del gruppo perchè era totalmente pazzo, imprevedibile, una furia pronta a scatenarsi in qualsiasi momento, era stato allevato dalla cinta di suo padre che quotidianamente sin da piccolo riceveva in dono a dosi massicce, alla fine aveva perso completamente la percezione del dolore, nonostante questo era un pessimo pugile, 14 incontri, 14 sconfitte, nessun ko però, perchè lui il dolore fisico lo aveva escluso dalla sua vita. Dopo circa venti minuti riuscì a sollevare il mento da dentro il posacenere, di certo sapeva procurargli più danni il vino di qualsiasi altra cosa, ed iniziò a farfugliarmi qualcosa di incomprensibile tipo - Hey Maria, mi dispiace per tuo figlio, lo abbiamo ucciso ma non potevamo fare altrimenti -
Cazzo pensai, questo figlio di puttana ha accoppato qualche testa di cazzo e non c'ha mai detto niente!
-Non piangere Maria- proseguì
-tuo figlio era consapevole di quello che stava facendo ed era consapevole di quello che gli sarebbe accaduto, in realtà noi siamo stati il braccio, ma la vera mente è stata suo padre, è lui che ha archittettato tutto nei minimi particolari, nessuno avrebbe potuto evitare quello che poi è successo, nessuno credimi-
Cazzo mi trovavo di fronte ad un vero e proprio complotto, un padre che organizza l'omicidio del porprio figlio, sangue che architetta l'assassinio del proprio sangue, avrei voluto fermarlo ma non ci riuscii, dovevo sapere la verità e Pietro stava per spifferarla senza nessun freno.
-Maria quello che voglio farti capire è che quel giorno non abbiamo ucciso tuo figlio, lo abbiamo liberato dalla sua schiavitù, lo abbiamo reso quello che da vivo non sarebbe mai potuto diventare, abbiamo soltanto eseguito inconsapevolmente un ordine, siamo morti anche noi quel giorno, eravamo dei soldati addestrati fin dalla nascita per fare quel che abbiamo fatto-
Iniziai a non capirci più niente, non era quello il Pietro che conoscevo, lui riusciva a malapena a parlare in dialetto, era analfabeta, non aveva mai studiato, non aveva neanche la terza media eppure adesso sembrava il miglior avvocato del mondo, stava convincendo persino il sottoscritto della sua innocenza, io, unico giudice della sua confessione, non lo avrei mai dichiarato colpevole.
-Hai fatto soltanto il tuo dovere Pietro- gli dissi senza neanche accorgermene
-Maria- disse - La verità è che la morte di tuo figlio, quel giorno, su quella croce, è tutto quello che oggi ci rimane, perchè il mandante, suo padre, non ha rispettato i patti ed è sparito nel nulla, lasciandoci in balia della nostra stupidità-
Poi improvvisamente si alzò in piedi, mi guardò dritto negli occhi e disse
- Vincè, devo di cacare, nun me rompe li cojoni dentro ar cesso che te rompo er culo, famme cacà in santa pace capito?-
- No problem Pietro, non ho mai visto un uomo meritarsi così tanto una sana e rilassante cacata, vai tranquillo, intanto ti preparo un bel caffè ok? -
- Grazie Vincè - mi disse sorridendo - Che Dio se prenda sempre cura de te - ammiccò
- Ti ringrazio Pietro, ma visto come sono andate le cose, spero di riuscire a cavarmela sempre da solo -
P.S. Sono ateo, volevo scrivere tutt'altra cosa ma alla fine è uscito fuori questo, non era mia intenzione offendere le idee di chi crede in Dio.
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