Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire

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venerdì, 29 settembre 2006 ore 12:36

Roberta, lascia che le persone ti accettino per quello che sei, non lasciarti incastrare dalla perfezione, tu sei semplicemente meravigliosa così come sei, con le tue lacrime, le tue risate, le tue paure. Chi ti vuole perfetta non ti merita. Chi ti vuole perfetta non avrà mai il piacere di ascoltare il vero suono della tua voce.

 

Haiku

Scaltro l'amore

nasconde nei difetti

il suo segreto

 

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sabato, 23 settembre 2006 ore 12:11

L

Quella sera me la ricordo bene, avevamo organizzato una cena ed avevamo invitato tutti i super eroi che conoscevamo, c'era King kong, Polifemo, l'Uomo tigre, super Zio Vincenzo (che poi modestamente sarebbe il sottoscritto), la Cosa, Gigi la trottola e l'Uomo Ragno.

Il vino scorreva a fiumi e come potete vedere dalla fotografia, l'Uomo Ragno ne uscì più brillo di tutti...

Questi sono i super eroi di mio nipote Lorenzo (in arte l'Uomo Ragno) che ha tre anni, io ho il privilegio e l'onore di farne parte, stanotte ho dormito a casa dei miei genitori e spulciando tra le fotografie ho trovato questa di mio nipote che mi ha fatto roppo ridere, così ho deciso di pubblicarla.

Un abbraccio a tutti da Super Zio Vincenzo e l'Uomo Lorenzo sbronzo RagnoLL.

Questo invece è l'uomo ragno una volta dismessi i panni del super eroe

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domenica, 03 settembre 2006 ore 23:15

Che dire dei suoi occhi,
neri come le tenebre più profonde
e luminosi come il più splendente astro,
quando fieri assorbono
il mattutino raggio di sole
per plasmarlo, e renderlo eterno,
per catturarne poi il sapore,
e restituirlo al mondo
puro come l’originario guizzo
che il primo sole ci donò.
Che dire poi del solenne suo sorriso
quando armonioso fluisce dal suo volto,
pronto a sollevare guance,
e richiamare mento e tempie alla vita,
offrendo spasmi di speranza,
di furtiva rinascita
per ogni scarno cuore che lo incontra.
Che dire ancora della sua voce,
armonioso strumento a ricamar parole
pronta ad abbattere ogni mia possibile difesa
per rendermi inerme poi,
di fronte al suono leggero
del più bel -si- che la mia mente
abbia mai desiderato di sognare,
o della misteriosa danza che il corpo suo crea,
figlia del più flessuoso moto di carne e sangue,
di impercettibili movenze che sfidano l’aria
e la domano come solo il vento osa fare,
rendendola calamita per sguardi increduli
che flettono le iridi, spogliando il respiro
di ogni essere che la contempla
nel silenzio più completo
di un suo semplice,
meraviglioso
passo.

A Roberta.

 

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