Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire

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mercoledì, 21 febbraio 2007 ore 00:50

La colpa -dice lui- è di tutti quei negri, ebrei, zingari, froci
e di tutti quelle sanguisughe che infestano il nostro paese
che ci tolgono il lavoro, le case. Dobbiamo organizzarci,
reagire, distruggerli altrimenti loro distruggeranno noi.

Tu lavori? -dico io-

No -dice lui- io non mi faccio sfruttare per quattro soldi in un cantiere,
aspetto l'occasione giusta.

Perchè sei laureato? -dico io-

No -dice lui- non ho finito neanche le superiori
la scuola non serve a niente, è tempo perso.

Come fai a lementarti -dico io- se non sai fare niente
e non ti va di fare niente?

Ho capito -dice lui- tu sei un amico di quella feccia
ci vorrebbe Hitler per mettere le cose a posto.

Ti avrebbe fatto fuori per primo -dico io-
lui accoppava anche i mentecatti.

Due settimane dopo leggo sul giornale
che durante una rapina maldestra
un tabbaccaio gli aveva infilato
due pallottole su per il culo.

Non c'è stato bisogno neanche di Hitler
per toglierselo dai coglioni -pensai-
poi voltai pagina e passai allo sport.

 

 

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sabato, 10 febbraio 2007 ore 13:43

Conversazione tra Vincenzo Blanco e Charles Bukowski (Primo atto)

V : Hey Hank dimmi una cosa, ma perchè finisce sempre così?
H : Non saprei bambolo, dipende da quale angolazione vedi vedi le cose.
V : In che senso?
H : Nel senso che siamo inesistenti quindi secondo me non inizia e non finisce mai niente, ci deperiamo e ci consumiamo fino alla fine, però ogni tanto quelle scintille ci servono per tenere acceso il più possibile il cuore.
V : Già, ma qualche volta quelle cazzo di scintille bruciano come il più acceso degli incendi e poi lasciano tutto distrutto, devastato, una sorta di deserto.
H : Questo fa parte del gioco bambolo. L'amore è una sorta di scommessa, un cavallo che non vincerà mai, è il raggio fulminante di speranza, la risata degli occulti. Nessuno ci ha fatti per vivere come siamo o dove siamo, noi rincorriamo una via di fuga, una musica celeste, la ragazza giusta che mai incontrammo. E di nuovo scommettiamo che averrà il miracolo qui di fronte ai monti color porpora, mentre sfilano i cavalli così migliori delle nostre vite.
V : Non si vince mai Hank, nonostante questo non riusciamo a smettere, come un pugile fasullo che non potrà mai andare al tappeto, subisce, cade e si rialza, poi di nuovo giù, poi di nuovo in piedi, così all'infinito, senza mai aver assestato un colpo, senza sentire nessun tipo di dolore fisico, ma soltanto dolore spirituale.
H : Il dolore spirituale ragazzo mio è causato da aspettative troppo alte, cerca di evitarle il più possibile.
V : In effetti io baso le mie aspettative in base alle persone che incontro Hank, lei era la più grande aspettativa che io avessi mai potuto sperare di incontrare.
Scusami Hank, non ti ho nenache offerto da bere..
H : Ragazzo, io sono un fottuto fantasma, non posso bere.
V : Questo è il mio sogno Hank, quindi tu puoi bere quanto vuoi. Scommetti che cedi prima tu di me?
H : Bambolo, tra mezz'ora tu starai steso per terra ed io starò svuotando la mia vescica sulla tua carcassa svenuta..

(Dodicesima birra)

V : Non sei niente male come fantasma Hank, insomma le tue scorregge puzzano che è una meraviglia.
H : Puoi dirlo forte bambolo, le mie scorregge puzzano meglio di tutte le altre, tranne quelle dei cani, loro sono insuperabili in fatto di scorregge.
V : Secondo te i coccodrilli scorreggiano? E le tartarughe? Ed i Pinguini? E le formiche quando scorreggiano accellerano?

(Diciottesima birra)

V : E le farfalle? Ed i grilli? E le Lumache? E le anguille? Ed I ragni? E Le...
H : Giuro che se non la smetti tra due secondi ti ritrovi con il culo sul pavimento, ho accoppato rompicoglioni più grandi di te per molto meno.
V : Scusa Hank, ero solo curioso, comunque potrei rompere quel tuo culo fantasmato con una mano sola..

(Venticinquesima birra)

V : L'amore dovrebbe avere la data di scadenza, così puoi prepararti quando sta per scadere oppure puoi congelarlo per i periodi di magra.
H : L'amore è quel cazzo di spigolo della credenza su cui ti spacchi la testa ogni volta che ti cade qualcosa le raccogli e poi... Pemm! Giuri che non ti capiterà più ma prima o poi... Pemm!

(Trentaduesima birra)

V : Scusa Hank, io vado a pisciare e tu? Non devi?
H : No grazie, io sono un fantasma posso anche pisciarmi addosso tanto non mi dice niente nessuno.
V : Allora anche io.


(Trentottesima birra)

V : T'aggio voluto bene a te...
H : Tu m'è voluto bene a me..
Insieme : Mo nun 'nce amamme cchiù.. ma 'e vvote tu... Distrattamente pienze a me!

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martedì, 06 febbraio 2007 ore 00:34

Quando eravamo giovani

Ero un pessimo studente
niente riusciva ad attirare la mia attenzione,
nè un libro di testo, nè il culo rotondo di una professoressa
nè la ridarola delle mie compagne di classe.
Così, tre giorni su sei me ne andavo al parco
con il mio amico Vincenzo
a bere vino finchè uno dei due
non stramazzava al suolo.
Le più strane di tutti erano le madri
che portavano i loro figli alle giostre,
impegnate più che altro a non smagliarsi una calza
mentre le loro mani afferravano sigarette su sigarette.
Qualcuna di loro ci guardava con un disprezzo
indescrivibile, terrorizzate forse dal pericolo che un giorno
il loro adorato figliolo potesse fare la nostra
stessa pietosa fine.
Ma la nostra non era una fine,
il nostro era l'inizio di tutto.
Quelle giornate barcollanti da una panchina all'altra
ci mostrarono quello che centinaia
di inutili libri prestampati, prefabbricati,
prestudiati per la nostra intelligenza scolastica
non avrebbero mai potuto mostrarci,
ovvero la vita nella sua essenza più pura.
Eravamo due barboni seduti con il culo gelato
in pizzo ad una panchina, pronti per affrontare ogni inferno.

Eravamo spensierati, immortali,
inattaccabili, inafferrabili, invincibili.

Eravamo due barboni con il culo gelato
che bevevano uva e destino,
mentre milioni di formiche
brindavano alle nostre gesta
con bicchieri a forma
di mollica.

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