Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire

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martedì, 31 luglio 2007 ore 05:11
Storpio nel pensiero,
tarpato nello spirito.
Da sempre assente,
disertore di battaglie,
come Dio, ristagno
nel ventre immondo
di un passo mai compiuto.
Con mani di colla
e fronte larga 
m'involo verso un sole nero
di parole spillate al tempo 
tra pupille prive di vita. 
Sono un cuore demente
che ama senza radice, 
Sono la barzelletta fuori luogo, 
Sono il cane che scodinzola al ladro. 
Sono il vincitore sul quale
non avresti mai puntato
un solo centesimo.
Eccomi,
sono io.

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sabato, 28 luglio 2007 ore 13:56
il giorno in cui
ti trovai,
nella tua stanza piena di ubriaconi ed eroi, ho perso tutte le parole... silenziosamente ho sorriso come si sorride agli eroi, brindando con voi, alzando il mio calice... da allora non è mai stato vuoto.

Se il bere è un vizio,
con te
lo è
anche la scrittura
un vizio a cui
non voglio rinunciare.
 
Roby.

http://buioblu.splinder.com/
Grazie Roberta, trovarti è stata una gran fortuna anche per me.
 
 
 
La mia stanza è piena di ubriaconi ed eroi
 
"Chi sono quelle orribili persone?"

Urlò mia madre indicando la mia stanza

"Sono tutti ubriachi... che gentaccia frequenti santo dio!" proseguì.
"Guarda quel tizio... ha una tosse orrenda e sta per vomitare sul tappeto"

-Quello è Fedor mamma, ha un enfisema polmonare e soffre di epilessia-

"Perchè quell’altro porta gli occhiali scuri anche dentro casa? E perchè sta pisciando dal balcone! Mandali via o chiamo subito la polizia!"

-Quello è John mamma, è completamente cieco e presto gli amputeranno entrambe le gambe, ma nessuno lo farà smettere di scrivere.-
"Questo è troppo Vincenzo c’è un tizio butterato che ha cercato di colpire il cieco, ma è
talmente ubriaco che è stramazzato a terra semisvenuto"

-Quello è il grande Hank, non ti preoccupare tra poco si rialzerà
e riprenderà a bere come una locomotiva-

"Non voglio più vedere queste persone dentro casa mia, falle uscire subito,
soprattutto quel vecchio con i capelli e la barba bianca
non si è mai staccato dalla bottiglia di vino, mi guarda in modo strano...
mi fa paura, mandalo via!"

- Quello è mio nonno, mamma. Quello è tuo padre. -

Mia madre si avvicinò all’uomo con la barba ed i capelli bianchi che la fissava in modo strano,
si avvicinò con cautela, lo guardò dritto negli occhi e lo riconobbe finalmente. Lo abbracciò,
iniziò a piangere, a baciarlo, lei adorava suo padre, da quando era morto, non si era mai
perdonata di non averlo assolto dai suoi peccati, dall’alcolismo soprattutto, ma adesso seppur in ritardo riuscì a farlo e le sue lacrime divennero il pianto più dolce
al quale io abbia mai avuto la fortuna di assistere.

Il grande Hank andò barcollando in cucina, stappò una bottiglia di rosso e ne versò per tutti.
La mia stanza era al completo adesso,
la donna che mi ha creato,
gli uomini che mi hanno aiutato nei momenti più difficili
ed il mio eroe dalla barba ed i capelli bianchi.

Ringrazio di cuore:
Fedor Michajlovic Dostoevskij
John Fante
ed Henry Charles Bukowski detto Hank
per aver abitato la mia stanza.

“A volte l’uomo è straordinariamente, appassionatamente innamorato della sofferenza” F.M.D.
 

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mercoledì, 25 luglio 2007 ore 14:43

Jack se ne stava spaparanzato sulla poltrona del suo ufficio, aveva da poco finito un lavoretto che gli avrebbe fornito i soldi per campare decentemente almeno due anni, un lavoretto semplice e veloce per conto della mafia, gli avevano chiesto di accoppare un giovane narcotrafficante colombiano che stava mettendo in subbuglio il quartiere e lui con tre colpi precisi, uno nell'occhio destro e due in petto, lo aveva eseguito alla perfezione. Jack Nolan era uno dei killer più spietati ed infallibili in circolazione, una vera garanzia per chi aveva soldi da spendere e persone da eliminare.
Jack si accese un sigaro ed aspirò profondamente, poi creò una nuvola gigantesca di fumo che annebbiò tutta la stanza, quando il fumo del sigaro si diradò, si trovò davanti una donna bellissima dai capelli neri e mossi, gli occhi bui come le tenebre, labbra carnose, con due tette enormi, un culo da capogiro e due gambe che Jack impiegò otto minuti per guardarle tutte, insomma un pezzo di donna clamoroso che solo a descriverlo mi sto eccitando io che sono il semplice narratore di questa storia.
Buongiorno signora - disse Jack - si può sapere lei da dove cazzo è sbucata e soprattutto cosa cazzo ci fa nel mio ufficio senza appuntamento? -
Salve Jack - disse la donna - devi fare un lavoretto per me, mi hanno detto che tu sei il migliore in circolazione. -
L'unico lavoretto che vorrei fare è schiaffartelo in mezzo alle cosce per 24 ore consecutive -pensò Jack-
No no no -disse la donna- non è così che ci si rivolge alle signore Jack.
Ma tu chi sei? -disse Jack- E come cazzo fai a leggermi nel pensiero?
Non fare domande stupide Jack -rispose la donna- tu occupati del tuo lavoro che io mi occupo del mio. Devi far fuori quest'uomo per me.
Poi prese un pezzettino di carta dalla borsa e lo consegnò a Jack.
Mi raccomando Jack, devi fare in modo che nessuno possa mai risalire a me. Intesi testa di cazzo?
Jack perse il foglietto di carta, lo poggiò sulla scrivania senza leggerlo poi disse :
Parliamo del mio compenso bella signora, io di solito chiedo 100.000 bei dollaroni per un lavoretto, ma visto che lei mi sta molto simpatica, mi accontenterò di 90.000 più una pompa di acconto.
Poi si alzò e si diresse verso la donna.
La donna rimase seduta, Jack ora era di fronte a lei ed iniziò a sbottonarsi i pantaloni, a metà chiusura lampo, la donna allungò la mano verso di lui, Jack pensò che ormai fosse fatta, ma la donna lo afferrò per le palle e lo sollevò di almeno 20 centimetri da terra, Jack rimase allibito e sconcertato tra dolore e paura, poi la donna disse :
Forse non ci siamo capiti Jack, questo lavoretto lo farai gratis altrimenti con le tue palle ci farò dei bellissimi orecchini.
Ok signora -disse Jack- non volevo mancarle di rispetto, le puttane come lei vanno sempre rispettate.
Ricordati Jack -disse la donna- nessuno dovrà mai risalire a me.
Poi lasciò la presa e Jack cadde in terra accartocciato dal dolore, quando rialzò gli occhi, la donna era già sparita. Jack strisciò fino alla scrivania e si arrampicò a forza sulla sedia prese il foglietto di carta e ne lesse il contenuto :

C'erano una quindicina di nomi, uomini, donne e vecchi, l'ultimo nome della lista era proprio il suo, Jack Nolan.
-Maledetta Puttana- pensò Jack, sarà stata inviata dai mafiosi per mettermi paura, lo sapevo che non avrei dovuto immischiarmi con loro.
Poi qualcuno bussò alla porta.
-Chi sei- chiese Jack ancora dolorante per la strizzata di palle della signora.
-Sono Vito- disse la voce dietro la porta - hai fatto un ottimo lavoro, apri che ho qui qualcosa per te -
-Mafiosi di merda- pensò Jack poi prese la pistola e disse -Entra pure Vito, ti stavo aspettando-
Vito aprì la porta ma non fece neanche in tempo a parlare che Jack gli aveva già piazzato una pallottola in fronte, precisa in mezzo agli occhi, gli schizzi di cervello di Vito imbrattarono anche il corpo di Frank, che iniziò a correre giù per le scale, Jack lo inseguì fino fuori dal portone e gli piazzò due colpi nella schiena tra la folla del mercato che scappava da tutte le parti ed alzando la pistola in cielo iniziò a gridare :
C'è nessun altro che vuole fare il culo a Jack Nolan?
C'è nessun altro che vuole fare il culo a Jack Nolan?
Poi con tutta calma risalì in ufficio, il cervello di Vito era sempre li, in mano stringeva ancora una busta chiusa, Jack gliela strappò dalle mani e la aprì, dentro c'erano 100.000 dollari in contati e due righe di ringraziamento per l'ottimo lavoro svolto.
Jack sorrise e poi prese tutte le armi che aveva dentro l'ufficio, tre fucili e due pistole e salì in terrazza.
Si appostò in attesa dei mafiosi o della polizia, nel frattempo vide il vecchio giornalaio tra la folla che si era radunata intorno al corpo di Frank, non aveva mai avuto simpatia verso di lui, il primo colpo di fucile gli infilzò la scapola, il secondo il petto.
-Vaffanculo al giornalaio- disse Jack sorridendo.
La gente scappava impazzita, Jack fece in tempo ad accoppare una vecchia signora sui cento chili che non riusciva a correre ed un signore sulla cinquantina pelato mezzo zoppo, poi decise di attendere l'arrivo dei cattivi.
Due minuti dopo arrivò la prima pattuglia della polizia, sceserò due poliziotti, Jack centrò in testa il primo ma riuscì ad soltanto ad azzoppare il secondo che si nascose dietro la macchina.
Tre minuti dopo c'erano macchine della polizia ovunque, Jack aveva fatto fuori otto o nove poliziotti più due vicini di casa che si erano affacciati al balcone per godersi la scena e tre giornalisti troppo avventati.
La sua era un'ottima posizione strategica, aveva tutto sotto controllo solo che non aveva pensato all'entrata secondaria del palazzo, le munizioni ormai iniziavano a scarseggiare ed i colpi sparati dal basso dai poliziotti diventavano sempre più pressanti anche se imprecisi, Jack sparò al quarto giornalista e lo centrò in faccia poi si ripromise di non sparare più ai giornalisti perchè erano troppo stupidi e troppo facili da colpire ed in più gli erano rimasti soltanto 5 colpi.
Intanto i poliziotti avevano trovato l'entrata secondaria del palazzo ed erano arrivati alla porta della terrazza, Jack sparò 4 colpi verso la porta ancora chiusa, sentì delle grida da parte dei polizziotti che batterono velocemente in ritirata.
Jack si sedette per terra con il suo ultimo colpo rimasto in canna, si accese un sigaro, ed aspirò con tutta la forza che aveva, fece la solita enorme nuvola di fumo, due secondi e da dietro la nuvola spuntò nuovamente quella donna, sempre più bella, sempre più eccitante.
- Stai facendo un ottimo lavoretto Jack, sapevo che potevo fidarmi di te- disse la donna.
- Ma tu chi cazzo sei? - disse Jack - Sei forse la morte? Sei Dio? Sei Il diavolo? Insomma, adesso puoi dirmelo. -
- Niente di tutto questo Jack, niente di tutto questo - Rispose la donna - sono semplicemente il tuo strambo destino Jack, niente di più, niente di meno -
Jack sorrise ancora poi disse - Non è che ti andrebbe di farmi una pompa? Sai, sto messo maluccio ed ho un solo colpo, tu sei il mio destino e se vuoi avverarti, devi fare in modo che questo colpo, l'ultimo colpo, sia indirizzato verso di me e verso la mia testa-
- Non fare lo stronzo Jack! - Urlò la donna - Sparati o giuro che te la farò pagare... Sparati Jack!-
Jack prese la pistola, se la portò alla bocca, poi fece l'ultimo sorriso che aveva e diresse la pistola verso la donna.
- Vaffanculo - disse - il mio destino non sei tu, il mio destino sono io- e sparò.
Il Colpo attraversò il corpo della donna e si perse nel nulla, un minuto dopo i poliziotti sfondarono la porta della terrazza ed una valanga di proiettili trivellarono Jack in ogni parte del corpo, soltanto il suo sorriso rimase intatto.
Sul muro, vicino al suo corpo fu ritrovata questa scritta :
-Ci sono tantissimi modi per riuscire ad inculare il proprio destino, io purtroppo, mi sa che ho scelto il peggiore. Firmato Jack Nolan.

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domenica, 22 luglio 2007 ore 02:55
C'erano quindici vergini che aspettavano solo me
c'erano tre demoni che arrostivano un cucchiaio,
c'era un leone con il cuore di ghiaccio
ed il mare che scorreva tra le sue fauci,
c'era un castello di sabbia ed oro
c'erano la vittoria ed il prezzo da pagare
c'erano strappi di cielo blu cobalto
e nuvole appese come lenzuola,
c'era un attore che sorrideva ai fotografi
c'era un politico con le mani sporche di sangue
c'era un re che si lanciava alla conquista del mondo
c'era un foglio di carta bianca con una penna.
Presi carta e penna ed iniziai a scrivere.
Quasi senza accorgermene mi ritrovai
a frustare la mia anima nella giusta direzione
a farla volare verso il mio sogno
lanciandomi in fuga verso me stesso
cavalcando ogni parola,
respirando ogni pensiero
sconfiggendo la vita in vita
e lasciando alla morte
soltanto le briciole.

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lunedì, 16 luglio 2007 ore 02:21
Ogni giorno sarà notte fonda
ed ogni notte sarà infinitamente lunga.
Sono nato per non vivere,
sono uno zero spaccato
e tutto quello che si moltiplica per me
ha come risultato sempre lo stesso:
zero spaccato.
Sono l'uovo della gallina che si frigge al sole,
sono il dente di uno squalo perso nella battaglia,
sono il cacciatore che non ha mai sparato un colpo,
sono le mie mani che continuano a battere sui tasti
e scrivono, scrivono, scrivono,
senza chiedersi che senso ha scrivere
perchè non sanno fare altro
e non me ne frega un cazzo
se in questo momento
ti ho perso definitivamente
o se qualcuno in belgio
sta morendo senza un motivo.

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