Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire

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venerdì, 21 settembre 2007 ore 00:40

certe volte basta un
lampo, una scintilla,
un istante luminoso
e tutte le parole
che credevi di non avere
più,
tornano ad azzannarti
il cervello.
non credo che la scrittura
abbia una motivazione precisa
se non quella di risollevarti
dalla disperazione, dall’
apatia, dalla miseria in cui
ogni tanto ti
ritrovi.

se scrivi per arricchirti,
se scrivi per rimediare qualche
scopata in più,
se scrivi leggendo e rileggendo
quello che hai appena
scritto, se scrivi pensando
di aver appena scritto
un capolavoro,
se scrivi senza il seme
della pazzia,
se scrivi riflettendo,
se scrivi contando le parole
le virgole
i punti
gli spazi
le emozioni.

se scrivi perché
è di moda,
o se scrivi seguendola,
se scrivi in maniera
addomestica,
senza mai aver
odiato o amato
il suicidio, la
vita
il dolore
la morte.

se scrivi senza
aver mai pianto
rileggendo quello
che avevi appena
scritto,
se scrivi senza mettere
sul piatto tutto
quello che hai,
se scrivi senza concederti
completamente alla
scrittura stessa,
allora fermati
perché di te
la scrittura
non sa che
farsene.

 

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domenica, 16 settembre 2007 ore 01:16

 matrimonio barbara 009

Questi sono i miei tre nipotini, sembrano angioletti ma avrebbero potuto far parte del cast delle "Iene" di Quentin Tarantino :-)
Sono la mia vita, ve li presento:
Lorenzo detto "Don Pippoi" di anni 4 ( il modello del mio avatar:-)
Tommaso detto "Pommy" di mesi 8 (ma qua ne aveva 6)
Carlotta detta "Totta" di anni 7 (la principessa)

 

 

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lunedì, 10 settembre 2007 ore 01:48
Stipandoti,
in un cassetto di fiori
azzurri, senza arretrare mai di un
passo.
Combattivo, prode,
mezzo morto
come il sole.
Avido di schemi impossibili,
di fantasia.
Il sacrificio di Barabba
il sacrificio di Giuda,
il complotto divino,
l’esempio giusto da offrire,
la frustata al centro delle schiena.
L’eterno scempio della ragione,
un suono, una voce, un uomo che grida
-terra!- dall’alto del suo albero;
la verità è lo stronzo che galleggia
al centro dell’oceano.
La parola è il sogno dei muti.
La parola è il sogno dei muti.
La parola è il sogno dei muti.

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domenica, 02 settembre 2007 ore 01:02
L’ombra della notte ha allargato
le sue spalle oscurando:
due ragazzi che si nascondono dietro una macchina
uno per giocare l’altro per uccidere
il gatto con gli stivali che non miagola più
la storia che non insegna niente
la soluzione che non esiste
il conto in banca dei politici
mio nonno che sorride impavido alla morte
il maniaco nel cesso dell’autogrill
un vecchio cantante che ha perso la voce
il pittore che non si riconosce più allo specchio.

L’ombra della notte ha allargato
le sue spalle oscurando:
l’amore che si accascia al suolo
il medico che ride parlando del tumore
l’ultimo minuto di vita prima del suicidio
il passo sicuro e lento di mio padre
il numero avuto in sorte e mai estratto
il sogno nel cassetto del piromane.

L’ombra della notte ha allargato
le sue spalle oscurando:
il branco che stupra e dopo si pente
Marilyn che resuscita e ci racconta la verità
il tempo che salda le mie ossa
il pezzo di carta in cui scrivo
e che inchioda il culo al destino
la penultima riga di questa poesia che muore tra le braccia
dell’ultima.

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