Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire

Commenti

Agenda

oggi
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006

Categorie

Link

Tag-board

Foto

Vedi altri media

Credits

Box

Visite

venerdì, 28 dicembre 2007 ore 01:26
Troppo ostile al Natale


Un’ape infame
ha di nuovo impollinato il mio cuore;
so che lui non mi perdonerà
tanto facilmente questo ennesimo affronto.
Il giorno in cui gli avevo promesso
mentre seppelliva in lacrime
il feretro della mia anima
che mai più lo avrei tirato in ballo è ormai
il giorno della mia sconfitta.
Mentre cerco di convincerlo che lei
non tenterà mai di estirparlo
dal mio corpo,
uno schianto fa volare
una donna sui cinquanta
a due metri di altezza.
Il conducente dell’auto esce gridando
- Ossignore Gesù Cristo sant’iddio!-
In trenta secondi
duecento persone
accorrono incredule.
Io, con la busta del petto di pollo da panare
ed il mio rosso d’annata
so che non potrei mai essere utile
alla causa della salvezza, per cui mi volto
e torno al duro lavoro di convincimento
del mio muscolo sputa sangue.
Sono troppo ostile al Natale
per accollarmi i problemi del mondo.



Poesia tratta dal best seller (miglior sellerone)
“L’ultima volta che ho fatto l’amore ho pagato in lire”
A special thanks to Chiara

P.link | Leggi i commenti (40)
Categorie: poesia, amore, petto di pollo, natale ostile, ape impollinatrice, donna sui 50 Grazie per i vostri commenti|commenti (40)

 

domenica, 23 dicembre 2007 ore 04:26

Andai di piede avanti tremolante,
col fiato corto, morso da spavento
movendo passo passo equidistante

che vista mia vedeva terra a stento;
pensiero mio coperto da costerno
nello scoprir che dunque mi trovavo

nel fiammeggiar furioso dell’inferno
dove ogni uomo era tenuto schiavo;
paura mi sospinse e presi slancio

di gambe che s’involano alla fuga,
ma ’l buio non mi fece veder gancio
e caddi come donna con la ruga

che ‘n terra male poggia la caviglia;
segnato dal dolore dell’inciampo
veloce come ‘l battito di ciglia

mossi dal fango ‘l volto ed ebbi lampo
nell’angolo più oscuro di una fossa
giaceva si celato da fardello

un corpo senza forme pelle ed ossa
come fa l’uomo all’acqua con l’ombrello;
chi sei tu che nascondi la tua faccia

che l’occhio seppur vede sta digiuno?
io son colei ch’è meglio che si taccia
Io son colei che non è più nessuno.

Che colpa per siffatta punizione
Potresti aver compiuto gentildonna?
Un genocidio? Una persecuzione?

Ma no, fu colpa della minigonna.
In verità, mestiere mio era quello
d’attrice assai famosa di film muti

bramato sogno, d’italico pisello
che per generazioni son venuti.
Ma mai feci pensiero criminale

O torsi mai le ali a mosca viva 
il mio unico peccato fu veniale,
d’esser riconosciuta pornodiva.

Affranto da cotanta sua disgrazia
chiesi : oh mia regina degli zozzi
Rivela ‘l nome tuo, fammi la grazia!


Nessun problema, io son moana pozzi;
memoria mi si accese come lampo
colei che più di tutte armò mie voglie

che vista sua gonfiò chiusuralampo
innanzi mi giaceva senza spoglie
ma non mi procurò manco erezione.

Rimasi fermo, preda del sua fato
che mai giustizia fu peggior lezione
da santa che doveva aver commiato

si ritrovò all’inferno per errore
di giudice che giudica la vita
non per cattive azioni di terrore
ma per chi ama libertà infinita.

P.link | Leggi i commenti (19)
Categorie: poesia, , ingiustizia, endecasillabi, capolavoro, genio incompreso, omaggio a moana, faticaccia incredibile, dante vs blanco Grazie per i vostri commenti|commenti (19)

 

mercoledì, 19 dicembre 2007 ore 01:10
L’erba, tagliata al punto giusto,
mi guarda. L’albero che la sovrasta
cerca di sbirciare tra le sue fronde.
Anche il cane mi guarda, ma lui
lo fa con tutti, annusa qua e la,
guarda qua e la, è la sua natura,
non è invadenza, è il suo modo
di percepirsi.
Il vento mi guarda, il cielo scuro
della notte e quella cazzo di Luna
continuano a fissarmi.
Il mare non c’è, ma se ci fosse,
mi guarderebbe pure lui.
Il silenzio mi guarda,
le mie mani mi guardano,
le finestre, il letto, il mozzicone
di sigaretta, la schiuma da barba,
una camicia sgualcita, lo sportello
aperto della credenza,
stanno tutti li, immobili,
che mi guardano ed aspettano.
Fante mi guarda da Dago Red,
ma solo perché ancora non ho
finito di leggerlo, Bukowski
si fa i cazzi suoi, gli amici
si vedono anche da
queste piccole cose.
Tutto il resto invece, le porte,
le sedie, le chiavi appese alla serratura,
la ringhiera gelata, la mia stessa vita,
restano li, ferme ed imperterrite
a fissarmi in attesa di un cenno,
della sentenza.
Eccola :
non amo più.

P.link | Leggi i commenti (125)
Categorie: pensieri, poesia, amore, bukowski, ringhiera gelata, dago red, non amo più Grazie per i vostri commenti|commenti (125)

 

venerdì, 07 dicembre 2007 ore 01:47

Tu eri il vento delle mie parole
la cometa che si aggrappa al sole
ed io adesso mi ritrovo solo
come un astronauta nel suo volo

correrò
tra le fiamme per farti tornare
vincerò
la paura di ricomniciare

scriverò
di quel sogno svanito in inverno
amerò
come un figlio il tuo volto in eterno

Ma continuo a odiare il cielo e il mare
chiedo cose che non posso avere
sono un uomo solo che abbandona
la tua mano e il neo sulla tua schiena

sognerò
di riaverti nei giorni più duri
traccerò
con un dito il tuo corpo sui muri

vestirò
ogni donna che avrò col tuo viso
io vivrò
la mia vita con il tuo sorriso

resto immobile ma guardo avanti
quei tuoi occhi che erano diamanti
stanno illuminando un altra vita
mi incammino e inizio la salita.

(Questa "canzone" l'avevo scritta oltre due anni fa, poi non ci avevo più pensato, oggi mi è tornata in mente... Il folle e la salita... La salita è la vita che continua dopo un amore finito male, il folle sono io o tutti quanti noi che nonostante tutto continuiamo a viverla)


P.link | Leggi i commenti (144)
Categorie: pensieri, poesia, ale , canzone damore, romanticonnor Grazie per i vostri commenti|commenti (144)

 

Home | link1 | link2 | link3 | link4