Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire
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Capitolo 3 (Primo incontro tra Ludwid e Pedrag più apparizione della Cosa)
Erano Le 7:45 di mattina dell’undici dicembre quando Ludwig entrò nella metropolitana che era già stracolma di gente, si diresse verso il primo palo e ci arpionò i suoi 40 centimetri di braccia in modo che neanche la più brusca delle frenate lo avrebbe fatto cadere. Dieci secondi dopo intorno a lui si era creato il vuoto, la fila di persone sedute davanti a lui si era smaterializzata, l’ultima persona a cedere fu una vecchietta sugli ottanta che se la battè a gambe levate insultandolo e bestemmiando come una indemoniata. Ludwig ringraziò il suo culo puzzolente e si mise comodamente seduto. La fermata successiva si aprirono le porte ed entrò Pedrag, sgomitò tra la folla che si era accatastata in fondo al vagone e si mise a sedere vicino a Ludwig.
Ludwig iniziò a fissare quella sua striscia infinita di sopracciglia e Pedrag che non parlava da almeno 5 giorni fu costretto a rompere l’incantesimo dicendo :
“senti storpio del cazzo se non la smetti di fissarmi ti strappo quelle due braccia monche e te le ficco su per quel tuo culo merdoso”
“lei signore ha delle sopracciglia terribili, dovrebbe fare qualcosa per curarsele un po’ di più” rispose Ludwig per nulla intimorito dalle minacce di Pedrag
“senti chi parla” disse Pedrag “hai due forchette al posto delle braccia e vieni a farmi la predica sulle mie sopracciglia? Scommetto che è per questo che non riesci a pulirti il culo? Perché non incolli uno di quei vibratori su una sedia e provi a pulirti con quello?”
Poi Pedrag scoppiò in una fragorosa risata, si grattò le palle e voltò le spalle a Ludwig.
Ludwig per conto suo prese l’idea del vibratore che non era niente male e la mise da parte poi tornò alla carica per nulla sconfitto
“guarda testa calva che le mie braccia prima o poi torneranno normali, mentre le tue sopracciglia ripopoleranno la foresta amazzonica”
Pedrag decise di non rispondere più a Ludwig d'altronde lui era l’uomo che poteva schivare qualsiasi cosa figuriamoci le parole di uno storpio.
La metro si fermò ancora, ora era veramente piena in ogni ordine di posto solo che a causa del culo di Ludwig, se ne stavano tutti ammassati da una parte, tutti tranne Ludwig e Pedrag ovviamente.
Improvvisamente dal centro del vagone si udirono tre spari, la folla iniziò ad urlare e si allargò lasciando soltanto tre sagome di persone al centro del vagone in un lago di sangue. Ora le persone si erano ammassate tutte dalla parte di Ludwig e Pedrag, c’era chi urlava dalla paura e chi urlava per la puzza di merda proveniente dal culo di Ludwig, dalla parte opposta erano rimasti soltanto un uomo armato con la faccia da caimano ed una ragazza evidentemente incinta che teneva in ostaggio puntandole la pistola alla tempia.
“Io sono l’uomo drago e voi figli di puttana morirete tutti se non farete esattamente quello che vi ordinerò io!” Urlò l’uomo armato.
Pedrag che non aveva mosso un sopracciglio nonostante il trambusto, senza scomporsi più di tanto replicò “più che un drago sembri uno di quei fottuti caimani amico”
“Non sono un caimano!!!! Sono un drago!!!” Urlò l’uomo armato, poi sparò due colpi in aria tanto per far capire a tutti che non avrebbe tollerato altri accenni sul fatto che somigliasse ad un caimano.
Nello stesso momento Ludwig si alzò dalla sua sedia, si fece largo tra la folla in preda ad una crisi isterica e disse “senti bello, tu non puoi prenderci per il culo, la tua faccia è spiccicata a quella di un caimano, non si discute su questo altrimenti ti rompo il culo”
L’uomo scoppiò in una fragorosa risata poi disse “ e tu, braccia da tirannosauro vorresti rompermi il culo? Hahahaha… dovresti arrivarmi a 10 centimetri di distanza per riuscire a colpirmi con quelle due braccette da cicciobello”
Ludwig divenne rosso in volto, poi iniziò a far roteare le sue piccole braccia come le eliche di un elicottero e mosse verso l’uomo drago che intanto se la rideva da matti, Ludwig continuava ad avanzare e roteare le braccia che iniziarono a fare lo stesso suono di quando fai girare una corda
swiiiiiiii swiiiiiiiiii swiiiiiiiiii…. Arrivato a circa due metri dall’obiettivo le braccia di Ludwig iniziarono incredibilmente ad allugarsi… 50 centimentri, 60, 80, un metro e dieci, un metro e mezzo, tutti rimasero a bocca aperta compreso l’uomo drago, due metri, poi il primo pugno di Ludwig colpi’ l’uomo sulla spalla sinistra mentre il secondo andò ad infrangersi sulla testa della donna incinta che teneva in ostaggio.
L’uomo crollò al suolo mentre la donna stranamente non fece una piega, rimase ferma immobile come se il colpo di Ludwig non l’avesse mai colpita.
Anche Ludwig crollò a terra per lo sforzo, le sue braccia erano tornate piccole come prima solo che il braccio che aveva colpito la donna, sembrava rotto.
L’uomo drago si rialzò mezzo stordito, puntò la pistola verso Ludwig che giaceva a terra e disse
“adesso elimino quel tuo culo merdoso dalla faccia della terra”
Mentre stava per sparare Pedrag si alzò dalla sua sedia e disse
“Hei faccia da lucertolone… vediamo se riesci a colpire me”
Poi mosse lentamente verso di lui.
L’uomo drago prese la mira con la sua pistola e fece fuoco, il primo colpo sfiorò di striscio la spalla di Pedrag e centrò in piena fronte la testa della vecchietta bestemmiatrice, Pedrag non credeva ai suoi occhi, era riuscito a schivarlo, il secondo colpo gli portò via mezzo lobo dell’orecchio, il terzo ed il quarto andarono completamente a vuoto. “Io sono invisibile!” urlò Pedrag “io sono invisibile!” dopo un istante Pedrag era addosso all’uomo drago, faccia a faccia, “visto che non sei riuscito a colpirmi faccia da lucertola?” poi gli sferrò una testata micidiale.
L’uomo drago cadendo in terra fece partire un ultimo proiettile che andò a colpire la donna incinta che crollò anch’essa al tappeto.
Tutti si diressero verso di lei sconvolti per l’accaduto, poi le porte si aprirono, Pedrag raccolse Ludwig da terra e lo portò fuori “figlio di puttana” disse “le tue braccia sembravano due elastici impazziti” Ludwig sorrise ed i due sparirono nel sottosuolo della metropolitana.
Nel frattempo anche la donna incinta riprese miracolosamente conoscenza, il proiettile sparato dall’uomo ombra era come se fosse stato sparato verso un giubbotto antiproiettile, completante appiattito, la donna si rialzò ringraziando tutti e scappò velocemente verso l’uscita.
Subito dopo arrivò la polizia, nel vagone erano rimasti solo i tre corpi iniziali, quello della vecchietta bestemmiatrice e quello dell’uomo ombra.
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Capitolo 1 (L’uomo elastico)
Ludwig Van Der Persie aveva 36 anni, era nato e cresciuto a New York anche se i genitori erano entrambi nati in Olanda, era alto un metro e sessantacinque, capelli ricci e chiari, occhi chiari, viso da rincoglionito e peso sui 75 chili. Viveva in un monolocale di circa
Nonostante questo, Ludwig ogni mattina si alzava prendeva la metropolitana ed andava in cerca di lavoro, ovvio che il suo culo puzzolente non era certamente un punto a suo favore durante i vari colloqui.
Capitolo 2 (L’uomo invisibile)
Pedrag Milosevic aveva 43 anni, era alto un metro e novantotto per centosedici chili, completamente pelato ma con le sopracciglia che partivano dall’orecchio destro ed arrivavano a quello sinistro, si era trasferito a New York dalla Bosnia all’età di 12 anni, i suoi genitori morirono in un incidente che lui ne aveva appena compiuti 19. Da allora era sopravvissuto facendo ogni tipo di lavoro ed escludendosi completamente dalla società. In realtà Pedrag non sopportava gli esseri umani, li detestava, poteva restarsene per giorni interi senza parlare con nessuno, anzi, meno parlava più si sentiva bene, parlava talmente poco che si era convinto di essere invisibile o meglio era convinto di poter schivare qualsiasi cosa, perfino gli occhi delle persone. Usciva raramente di casa e quando lo faceva, indossava sempre la stessa maglietta con su scritto “odio l’amore più delle piattole”. Pedrag odiava tutti, dai bambini ai vecchi, dalle formiche agli elefanti, odiava il sole, la luna, il mare, la terra, odiava qualsiasi cosa respirasse, ma non era cattivo ne aveva mai fatto del male a qualcuno, lui odiava emarginandosi ed evitando accuratamente il prossimo.
Ho tolto il capitolo 3 perchè poi diventava troppo lungo e voi pigrissimi lettori non l'avreste mai letto... maledetti!!!!! :-)
Lo posterò in seguito... hahaha non avete scampo!
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Tu ami.
Con le lacrime
con i sorrisi, con le mani,
ami con le parole,
con il tuo profumo,
con quello che sei,
semplicemente te,
nessuno stratagemma,
nessun trucco,
solo te stessa.
Non conosci
un modo differente
per esserlo
e non conosci
un modo differente
di amare.
Tu ami.
I fiori, l’estate,
il mare.
Tu ami il prossimo,
il blu del cielo,
persino Dio.
Siamo cosi diversi.
Tu ami tutto
tranne te stessa,
non preoccuparti di questo
piccola mia,
io ti amerò
anche per te.
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