Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire

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venerdì, 28 marzo 2008 ore 00:55
il ritmo nevrotico del silenzio
il tempo che mi fissa dall'orologio
lo spazio tra il cielo ed il mare che si tinge di rosso
l'alba che si prepara per il suo spettacolo
il clik di una pistola che fa altrettanto
il senso della vita è il buco nel petto
che tutti a fine corsa ci ritroviamo

l'ultima nave che si rifiuta di salpare
l'ultimo fiore che si rifiuta di sbocciare
l'ultima vita che si rifiuta di morire

la testa di un pesce che cerca di non piangere
una formica che arranca sopra l’albero
io che provo a scrivere del mio futuro
tu che non ci sei più

andare via verso il sorriso
oltre il segreto dell'ultimo tramonto
oltre le montagne dai denti aguzzi
oltre l'inferno quotidiano del buongiorno
oltre ogni singolo istante che vogliono rubarmi
mentre il giorno festeggia il sole
e qualcuno spara tre colpi
in una tabaccheria

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martedì, 11 marzo 2008 ore 03:00
Ormai è passato un anno da quer giorno
che stavamo tutti fori all’ospedale
cor core che bruciava come un forno
e l’occhi che sapevano de sale.  
 
Ma si ce penso sembra quasi ieri
che salivamo sopra ar motorino
co li capelli ar vento e l’occhi fieri
noi corevamo ar fianco der destino
 
appresso a chi sa quale convinzione
che er tempo se beveva in una tazza
e che er succo della rivoluzione
se nasconneva dentro alla mortazza.
 
Sarà che adesso, che te ne sei annato
te immagino che passi accanto ar sole
e lui te guarda mezzo rassegnato
perché tu emani er doppio der calore
 
poi tiri dritto e punti all’infinito
in sella ar cielo razzo tra le stelle
amico mio che nun sei mai partito
e mentre impenni ridi a crepapelle.
Ciao Vi.

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