Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire

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mercoledì, 30 aprile 2008 ore 00:32

Potresti arrenderti
e dire a tutti che avevi solo scherzato
e smettere di sognare, di combattere, di vivere
e smettere di pensare che un giorno avresti potuto
imparare veramente a volare,
potresti smettere di sperare che oltre quella strada
ci sia qualcosa per cui valga veramente la pena di correre
senza voltarti mai indietro.

Potresti arrenderti
e dire a tutti che eri semplicemente impazzita
che hai imparato la lezione
che il dolore è troppo grande per poter provare ancora
che l’unica soluzione dopotutto è il silenzio
che non si deve mai sbagliare più di due volte
perché altrimenti è troppo alto il prezzo da pagare.

Potresti arrenderti
e dire a tutti che avevano ragione loro
che la felicità è una questione che non ti appartiene
potresti uscire finalmente dall’assedio del tuo destino
senza aver mai provato però
la vera essenza della battaglia
senza aver mai trovato però
il giusto bandolo della matassa.

Ma tu hai due gemme scure incise dentro gli occhi
ed un cuore che scalcia come un purosangue,
per questo sono sicuro
che non ti arrenderai mai.

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martedì, 22 aprile 2008 ore 02:16
Cristo viveva a Genova
ma Genova non viveva in Cristo. 
Cristo seppellì tre ossa,
una per il cane,
una per Giuda e l’altra per me.
Giuda sorrise e lo baciò,
il cane scodinzolò,
io bestemmiai.
Volevo la ciccia.
Cristo spezzò il pane e disse:
-questo è il mio corpo-  
il cane prese il pane e pensò:
-facciamo una rima baciata.-
Giuda mangiò il pane e poi
lo baciò con la bocca infarinata.
Io presi il pane
e bestemmiai,
continuavo a volere la ciccia. 
Cristo moltiplicò 
i pani ed i pesci 
Giuda sorrise e lo baciò
nuovamente,
il cane iniziò a farsi rodere
un po’ il culo
perché a lui toccava sempre il pane,
io bestemmiai perché
ancora della ciccia neanche l’ombra.
Cristo andò da Maddalena
lei le si donò anima e corpo
lui rifiutò perché
suo padre non voleva,
Giuda sorrise e poi baciò
nuovamente Cristo,
il cane pensò che Giuda fosse
omosessuale e trotterellò via bestemmiando,
io presi Maddalena
finalmente ebbi la mia carne
e smisi di masturbarmi.
Cristo è morto.   
Giuda è morto.
Il cane è morto.
Io morirò.
(La morale è che forse attualmente mi ritrovo di più nel cane che in Cristo, non è un granchè come morale, però dopo una lunga riflessione è uscita questa)

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sabato, 19 aprile 2008 ore 00:52
Di getto, mi butto,
rapido come un rutto,  
distrutto ma non del tutto
faccia da buono e ghigno da farabutto
tre costole di mancia per un etto di prosciutto
-certo che la benzina è aumentata proprio di brutto?-
siamo figli di un passato che è vestito a lutto
eredi di un percorso ormai dimenticato,
stipato, isolato, ammassato in un concetto trapassato,
oscurato, rinnegato, esempio dello scempio di un paese costipato
da vecchi governato, un paese senza specchi, senza occhi
un paese dei balocchi, un paese di fiacchi
con cento sceicchi e cinquantotto milioni di sciocchi
in mano a gente che si nutre di parole vomitate
in mano a mani che si stringono durante le parate
accomodatevi signori in mezzo al campo di patate
scoppiati come pop corn, inscatolati dentro youporn
imprigionati ognuno dentro il proprio cellulare
senza avere mai un cazzo di nessuno da chiamare
con la speranza tappata in una stanza
in una trasmissione presentata da una stronza
-buongiorno Italia, oggi non si pensa… ce la sfida di danza-
intanto però per comprarsi quattro mura
ci vorrebbe il conto in banca di simona ventura
incazziamoci domani niente falce nè martello
c’è l’ultima puntata del grande fratello
bulimici del nulla ed anoressici di cervello.
 
lascia stare il cielo lascia stare il sole
non ti devi arrampicare se non vuoi cadere
lascia stare i sogni lascia stare il mare
non provare mai a volare prima di pensare

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mercoledì, 16 aprile 2008 ore 01:51
c’e un punto preciso
in cui ho sbagliato qualcosa.
un punto preciso
in cui mi sono perso,
magari proprio nel momento in cui
credevo di aver trovato
lo spiraglio di luce
perfetto.
 
è difficile risalire all’errore,
a quel qualcosa,
soprattutto quando ti volti indietro
e ti sembra di non aver
mai fatto né concluso
un cazzo di niente.
 
c’è un punto preciso
in cui mi sono perso,
in cui ho sbagliato mossa,
in cui sono morto.
 
non intendo fisicamente,
la morte fisica merita
il massimo del rispetto,
neanche mentalmente
perché non sono mai stato
così lucido nel pensiero.
 
c’è un punto preciso però
in cui ho sbagliato qualcosa,
in cui mi sono perso,
non riesco ad individuarlo,
non riesco a focalizzarlo,
ma è quello il punto preciso
in cui mi è morto l’amore.

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domenica, 13 aprile 2008 ore 00:41

vivo da latitante.

recluso, inchiodato

dentro me stesso.

niente porte

o mura

o catene

ma costole

e pelle.

agghiacciante

come la vita

a volte

sia insopportabile.

non che io abbia

aspirazione alcuna

nei confronti

della morte,

ma ci sono giorni

in cui la morte

mi fa schifo

quanto la vita.

oggi è stato

uno di quei giorni.

oggi è stato

mai.

fortunatamente

oggi è finito

24 minuti fa.

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