mi sento camminare addosso.
cosa sarà?
una formica?
la vita?
la lebbra?
un pelo che rotola?
gli occhi di Dio?
una mosca?
il sangue che si è dato alla pazza gioia?
la tua assenza?
una zanzara tigre che ruggisce?
le mie ossa che cercano di fuggire da alcatraz?
una locusta con l’ombrello?
il fantasma di Marilyn Monroe che cerca di rimorchiarmi?
eritema lunare?
il tuo profumo?
gli acari che cercano di conquistare la mia pellaccia?
i miei pensieri che abbandonano il mio cervello?
la rumba che scalpita?
salomone che si stiracchia nella sua tomba?
sono io la sua tomba?
poi la mia mano parte a razzo.
splash.
la alzo con delicatezza.
Osservo con timore il fattaccio.
non c’è niente tranne il segno delle mie
cinque dita stampate sulla coscia,
almeno spero,
altrimenti non mi rimane altro da fare
che escogitare trappole migliori.