Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire

Commenti

Agenda

oggi
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006

Categorie

Link

Tag-board

Foto

Vedi altri media

Credits

Box

Visite

domenica, 11 gennaio 2009 ore 14:52

autoritratto_1

“Ehi, tu che hai per le mani questo libro, se hai voglia di poesia di contrabbando, di quella vera, di quella che è difficile da trovare persino al mercato nero, beh, allora vieni qua, avvicinati, stammi a sentire: Vincenzo Blanco scrive di quello che vive, e parla come mangia, raschia pezzi di poesia grandi come oceani e disarmanti come la Vita, l’Amore, la Morte. Non è la solita mezza calzetta che scrive fringuellate sentimentali da strapazzo. Ma tu non dirlo troppo in giro, va bene? Vincenzo sa quello che fa per il semplice motivo che non c’è niente di costruito in quello che butta giù nello stomaco e sulla carta. Nessuna differenza. Ma tu non fare la spia, mi raccomando. Le ispirazioni gli escono da sole come sangue da una vena, mi sono spiegato? Ecco cosa. E allora ci sono pezzi di roba sua qua dentro che li leggi e diventano tuoi, se vuoi, parte di te, di quello che sei, che fai e che ti succede, e ti accompagnano proprio come se fossero anche Strada tua, Tempo, Gioia, Dolore, Sconfitta e Rivalsa tua, Mezza Felicità e Fuga.”
(Paolo West)

P.link | Leggi i commenti (80)
Categorie: libro, autoritratto, vincenzo maroni, vincenzo blanco Grazie per i vostri commenti|commenti (80)

 

venerdì, 13 luglio 2007 ore 01:34
Se non hai mai urlato sottovoce
contorcendoti nel tuo letto.
Se non hai mai viaggiato a vele spiegate
verso la più lucida e fervida pazzia.
Se non hai mai pianto insieme alle montagne
ascoltanto il respiro sgraziato dell'ultimo lupo.
Se non hai mai contato i tuoi respiri
mentre il falco s'involava solitario verso il sole.
Se non ti sei mai chiesto più di due volte -perchè?-
Se non hai mai vinto una partita
pur avendo avuto carte vincenti in mano.
Se non hai mai saccheggiato il tuo futuro
rendendolo schiavo di un sogno inutile.
Se non ti sei mai guardato allo specchio
odiandoti e poi amandoti nello stesso momento.
Se non hai mai ammirato madame morte
mentre passaggiava distratta e leggera dentro la tua stanza.
Se non ti sei mai puntato l'indice contro
accusandoti del tuo eterno fallimento.

Se non hai mai fatto tutto questo, allora non potrai mai capire
che questa poesia appena letta non è
una semplice poesia
ma è il mio ritratto più vero,
la fotografia in cui sono venuto meglio,
è la mia vita.

P.link | Leggi i commenti (13)
Categorie: poesia, autoritratto Grazie per i vostri commenti|commenti (13)

 

Home | link1 | link2 | link3 | link4