Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire

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mercoledì, 11 giugno 2008 ore 00:16
Quel figlio di puttana aveva deciso
di passare le su ferie in casa mia,
faceva avanti e indietro nel mio corridoio,
era infaticabile, una vera scheggia.  
Forse perché il suo dottore gli aveva trovato
nel colesterolo un abuso smisurato di mortazza
e quindi, come tutti i dottori, gli aveva consigliato
di mettersi a dieta, di stare attento con l’alimentazione
e, la più classica delle cure, di fare tanto sport.
Fatto sta che quello scarafaggio aveva deciso di venire
in vacanza dalle mie parti e di fare jogging nel mio corridoio.
Pelandrone come sono, ho evitato inizialmente di alzare
le mie chiappe dal divano, speravo in cuor mio che quel
bacarozzo grassottello schiattasse d’infarto per il troppo sforzo,
ma niente, sembrava rocky balboa, hop hop hop hop.
Poi ad un certo punto si fermò, immobile, pensai tra me e me
che se fosse stato veramente rocky avrebbe iniziato ad urlare
“se io posso cambiare, voi potete cambiare… tutto il mondo può cambiare!”
Invece niente, nessuna parola, anzi, iniziò a darci dentro con gli addominali.
Cazzo, l’amico doveva essere il campione dei campioni dei bacarozzi.
Un po’ per invidia, un po’ perché dovevo farlo, misi da parte la mia filantropia
ed imbracciai l’arma più congeniale per il bacarozzicidio, lo scopettone.
Testa nera era ancora tutto preso dai suoi esercizi addominali,
sembrava quasi che li contasse.. 53.. 54.. 55..
se sei un bacarozzo e vuoi sopravvivere in questo mondo,
non devi mai distrarti nè mostrare il fianco al nemico.
Entrai in azione più rapido della campionessa mondiale di curling,
pim pum pam sbatapam. In un amen misi fine alle sue fatiche,
lo avvolsi in un fazzoletto scottex 4 strati di morbidezza
e lo gettai fuori casa, poi presi dell’acido caustico e ripulii
ogni traccia del delitto.
I bacarozzi –pensai- non potranno mai governare questo mondo.
La mattina seguente uscii di casa per recarmi a lavoro,
aprii la porta e mi trovai di fronte una trentina di bacarozzi,
il più grande si voltò verso di me quasi per sfidarmi,
poi una bacarozza gli disse : 
- no frtrofr, non durante l’elogio funebre di gnfscve…
faremo giustizia in un altro momento –
lui mi guardò con odio e mi disse
- assassino, non dovevi uccidere mio fratello gnfscve… me la pagherai!-
Io per tutta risposta lo acciaccai con il mio piede destro.
Maledetto urlò la madre… hai ucciso i miei due figli!!
Signora – risposi – con quei due nomi che le ha messo
Quanto pensa che sarebbero ancora vissuti?
Non è colpa mia se i loro due nonni si chiamavano frtrofr e gnfscve..
-Rispose- le tradizioni sono tradizioni, tu bastardo come ti chiami?
Vincenzo – dissi-
Ahahahaha ahahahaha… i bacarozzi scoppiarono in una fragorosa risata...  
senti chi parla… ce la pagherai Vincenzo… la nostra vendetta sarà terribile!
Poi zampettarono via tutti.
La guerra degli immondi iniziò per questo motivo.

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Categorie: , jogging, elogio, filantropia, scopettone, bacarozzi, mortazza, sfida con ale, le parole più brutte, caustico, pelandrone Grazie per i vostri commenti|commenti (24)

 

venerdì, 03 agosto 2007 ore 13:26

Perchè farlo passare? Perchè il più delle volte fa male? Perchè soffocarlo invece di farlo respirare? Pecchè? Pecchè? Abbiamo forse noi paura del dolore? Il problema è che (almeno per quanto riguarda il sottoscritto) tendiamo a vivere come bacarozzi, appiattiti, nascosti, diffidenti, veloci soltanto nel momento in cui dobbiamo scappare e quando poi tocca a noi amare o comunque provare ad amare, non riusciamo più cambiare pelle, rimaniamo bacarozzi che cercano di amare, sofferenti a prescindere, invece l'amore merita un cielo aperto ed il volo del falco non una mattonella sotto la quale nascondersi. Ecco perchè falliamo (sto parlando sempre di me mi sa) perchè non abbiamo la visione giusta, perchè riteniamo che la sofferenza sia il rovescio della medaglia che ci spetta da sempre... invece no, dobbiamo avere il coraggio di dire "tu non vai bene per me" tu non sei il mio cielo aperto nel quale volare ma sei un'altra mattonella sotto la quale nascondersi... capisci quello che voglio dire? Dobbiamo riuscire a smascherare l'infelicità e prenderla a calci nel culo. Dobbiamo cercare il nostro spazio di cielo nel quale volare, lo so che non è una ricerca facile ed indolore, però vale la pena provarci altrimenti rischiamo di rimanere per tutta la vita bacarozzi. Un bacio da sotto la mattonella, baca rozzo.

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Categorie: amore, vita, bacarozzi Grazie per i vostri commenti|commenti (31)

 

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