Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire

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mercoledì, 19 dicembre 2007 ore 01:10
L’erba, tagliata al punto giusto,
mi guarda. L’albero che la sovrasta
cerca di sbirciare tra le sue fronde.
Anche il cane mi guarda, ma lui
lo fa con tutti, annusa qua e la,
guarda qua e la, è la sua natura,
non è invadenza, è il suo modo
di percepirsi.
Il vento mi guarda, il cielo scuro
della notte e quella cazzo di Luna
continuano a fissarmi.
Il mare non c’è, ma se ci fosse,
mi guarderebbe pure lui.
Il silenzio mi guarda,
le mie mani mi guardano,
le finestre, il letto, il mozzicone
di sigaretta, la schiuma da barba,
una camicia sgualcita, lo sportello
aperto della credenza,
stanno tutti li, immobili,
che mi guardano ed aspettano.
Fante mi guarda da Dago Red,
ma solo perché ancora non ho
finito di leggerlo, Bukowski
si fa i cazzi suoi, gli amici
si vedono anche da
queste piccole cose.
Tutto il resto invece, le porte,
le sedie, le chiavi appese alla serratura,
la ringhiera gelata, la mia stessa vita,
restano li, ferme ed imperterrite
a fissarmi in attesa di un cenno,
della sentenza.
Eccola :
non amo più.

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sabato, 28 luglio 2007 ore 13:56
il giorno in cui
ti trovai,
nella tua stanza piena di ubriaconi ed eroi, ho perso tutte le parole... silenziosamente ho sorriso come si sorride agli eroi, brindando con voi, alzando il mio calice... da allora non è mai stato vuoto.

Se il bere è un vizio,
con te
lo è
anche la scrittura
un vizio a cui
non voglio rinunciare.
 
Roby.

http://buioblu.splinder.com/
Grazie Roberta, trovarti è stata una gran fortuna anche per me.
 
 
 
La mia stanza è piena di ubriaconi ed eroi
 
"Chi sono quelle orribili persone?"

Urlò mia madre indicando la mia stanza

"Sono tutti ubriachi... che gentaccia frequenti santo dio!" proseguì.
"Guarda quel tizio... ha una tosse orrenda e sta per vomitare sul tappeto"

-Quello è Fedor mamma, ha un enfisema polmonare e soffre di epilessia-

"Perchè quell’altro porta gli occhiali scuri anche dentro casa? E perchè sta pisciando dal balcone! Mandali via o chiamo subito la polizia!"

-Quello è John mamma, è completamente cieco e presto gli amputeranno entrambe le gambe, ma nessuno lo farà smettere di scrivere.-
"Questo è troppo Vincenzo c’è un tizio butterato che ha cercato di colpire il cieco, ma è
talmente ubriaco che è stramazzato a terra semisvenuto"

-Quello è il grande Hank, non ti preoccupare tra poco si rialzerà
e riprenderà a bere come una locomotiva-

"Non voglio più vedere queste persone dentro casa mia, falle uscire subito,
soprattutto quel vecchio con i capelli e la barba bianca
non si è mai staccato dalla bottiglia di vino, mi guarda in modo strano...
mi fa paura, mandalo via!"

- Quello è mio nonno, mamma. Quello è tuo padre. -

Mia madre si avvicinò all’uomo con la barba ed i capelli bianchi che la fissava in modo strano,
si avvicinò con cautela, lo guardò dritto negli occhi e lo riconobbe finalmente. Lo abbracciò,
iniziò a piangere, a baciarlo, lei adorava suo padre, da quando era morto, non si era mai
perdonata di non averlo assolto dai suoi peccati, dall’alcolismo soprattutto, ma adesso seppur in ritardo riuscì a farlo e le sue lacrime divennero il pianto più dolce
al quale io abbia mai avuto la fortuna di assistere.

Il grande Hank andò barcollando in cucina, stappò una bottiglia di rosso e ne versò per tutti.
La mia stanza era al completo adesso,
la donna che mi ha creato,
gli uomini che mi hanno aiutato nei momenti più difficili
ed il mio eroe dalla barba ed i capelli bianchi.

Ringrazio di cuore:
Fedor Michajlovic Dostoevskij
John Fante
ed Henry Charles Bukowski detto Hank
per aver abitato la mia stanza.

“A volte l’uomo è straordinariamente, appassionatamente innamorato della sofferenza” F.M.D.
 

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sabato, 10 febbraio 2007 ore 13:43

Conversazione tra Vincenzo Blanco e Charles Bukowski (Primo atto)

V : Hey Hank dimmi una cosa, ma perchè finisce sempre così?
H : Non saprei bambolo, dipende da quale angolazione vedi vedi le cose.
V : In che senso?
H : Nel senso che siamo inesistenti quindi secondo me non inizia e non finisce mai niente, ci deperiamo e ci consumiamo fino alla fine, però ogni tanto quelle scintille ci servono per tenere acceso il più possibile il cuore.
V : Già, ma qualche volta quelle cazzo di scintille bruciano come il più acceso degli incendi e poi lasciano tutto distrutto, devastato, una sorta di deserto.
H : Questo fa parte del gioco bambolo. L'amore è una sorta di scommessa, un cavallo che non vincerà mai, è il raggio fulminante di speranza, la risata degli occulti. Nessuno ci ha fatti per vivere come siamo o dove siamo, noi rincorriamo una via di fuga, una musica celeste, la ragazza giusta che mai incontrammo. E di nuovo scommettiamo che averrà il miracolo qui di fronte ai monti color porpora, mentre sfilano i cavalli così migliori delle nostre vite.
V : Non si vince mai Hank, nonostante questo non riusciamo a smettere, come un pugile fasullo che non potrà mai andare al tappeto, subisce, cade e si rialza, poi di nuovo giù, poi di nuovo in piedi, così all'infinito, senza mai aver assestato un colpo, senza sentire nessun tipo di dolore fisico, ma soltanto dolore spirituale.
H : Il dolore spirituale ragazzo mio è causato da aspettative troppo alte, cerca di evitarle il più possibile.
V : In effetti io baso le mie aspettative in base alle persone che incontro Hank, lei era la più grande aspettativa che io avessi mai potuto sperare di incontrare.
Scusami Hank, non ti ho nenache offerto da bere..
H : Ragazzo, io sono un fottuto fantasma, non posso bere.
V : Questo è il mio sogno Hank, quindi tu puoi bere quanto vuoi. Scommetti che cedi prima tu di me?
H : Bambolo, tra mezz'ora tu starai steso per terra ed io starò svuotando la mia vescica sulla tua carcassa svenuta..

(Dodicesima birra)

V : Non sei niente male come fantasma Hank, insomma le tue scorregge puzzano che è una meraviglia.
H : Puoi dirlo forte bambolo, le mie scorregge puzzano meglio di tutte le altre, tranne quelle dei cani, loro sono insuperabili in fatto di scorregge.
V : Secondo te i coccodrilli scorreggiano? E le tartarughe? Ed i Pinguini? E le formiche quando scorreggiano accellerano?

(Diciottesima birra)

V : E le farfalle? Ed i grilli? E le Lumache? E le anguille? Ed I ragni? E Le...
H : Giuro che se non la smetti tra due secondi ti ritrovi con il culo sul pavimento, ho accoppato rompicoglioni più grandi di te per molto meno.
V : Scusa Hank, ero solo curioso, comunque potrei rompere quel tuo culo fantasmato con una mano sola..

(Venticinquesima birra)

V : L'amore dovrebbe avere la data di scadenza, così puoi prepararti quando sta per scadere oppure puoi congelarlo per i periodi di magra.
H : L'amore è quel cazzo di spigolo della credenza su cui ti spacchi la testa ogni volta che ti cade qualcosa le raccogli e poi... Pemm! Giuri che non ti capiterà più ma prima o poi... Pemm!

(Trentaduesima birra)

V : Scusa Hank, io vado a pisciare e tu? Non devi?
H : No grazie, io sono un fantasma posso anche pisciarmi addosso tanto non mi dice niente nessuno.
V : Allora anche io.


(Trentottesima birra)

V : T'aggio voluto bene a te...
H : Tu m'è voluto bene a me..
Insieme : Mo nun 'nce amamme cchiù.. ma 'e vvote tu... Distrattamente pienze a me!

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Categorie: amore, bukowski, inferno Grazie per i vostri commenti|commenti (49)

 

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