Sono troppo fuori luogo per vivere e troppo raro per morire

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giovedì, 24 maggio 2007 ore 00:21
Eravamo tutti in fila per le bollette
inchiodati uno alla schiena dell'altro
come legati da un potere superiore
come se il nostro ansioso futuro
dipendesse esclusivamente da quello sciame umano.
Presi fiato, serrai le mascelle e feci un passo laterale,
la donna dietro di me occupò velocemente il mio spazio.
Ero fuori finalmente, ero libero, senza aver sparso
una sola goccia di sangue
senza aver combattuto guerre o guidato reggimenti
senza aver distrutto foreste o fatto esplodere bombe nucleari
senza aver pagato avvocati o corrotto giudici.
-La libertà non va conquistata, va semplicemente protetta- pensai.
Poi schivai gli occhi grigi e stanchi dell'uomo in terza fila
contai i passi di un gatto che scivolava dietro il vetro
e mi diressi verso un cielo che non aveva più spazio
neanche per gli uccelli.

Due giorni dopo una voce afona, mi mise al corrente
che la mia linea telefonica era stata disattivata.

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Categorie: poesia, libertà, checazzoneso Grazie per i vostri commenti|commenti (27)

 

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