Di getto, mi butto, rapido come un rutto,
scaltro come bukowski in panino al prosciutto,
distrutto ma non del tutto da questo mondo mentecatto,
frutto dello scempio di un paese costipato,
figlio di un passato che di lutto si è vestito,
erede di un percorso ormai dimenticato.
stipato in una stadio, ammassato in un concetto trapassato,
un paese senza specchi, un paese governato da vecchi privi di occhi,
il paese dei balocchi, un paese di fiacchi
con cento sceicchi e 58 milioni di sciocchi.
Un paese corrotto, che mi reputa orrendo, che immondo mi vuole dare lo sfratto.
ma io non mollo la presa, io non m’inchino all’offesa
di chi coi suoi intrallazzi mi nega il diritto di fare la spesa
di avere una sposa di comprare una casa
di crescere un figlio senza dover trovare ogni volta una scusa.
per questo io mi batto, sono l’ultimo samurai ma ancora più coatto.
agisco nel silenzio dell’anfratto in cui mi sbatto
più lurido di un ratto, furioso come un matto.
lo affronto, lo sfondo, io che del tempo mi circondo,
sono invincibile solo perché ho toccato il fondo
inafferrabile perché ristagno nell’abisso più profondo
e furibondo affondo la punta della stilo con cui mi fiondo
nel loro ventre di chiacchiere scorreggiate da un culo tremebondo.
mi chiamo vincenzo blanco e faccio veramente schifo
mi chiamo vincenzo blanco e sono un uomo schivo
mi chiamo vincenzo blanco e resto vivo finché scrivo
ma di questo mondo giuro che da oggi non sarò più schiavo.
sono italiano e non potrò mai rinunciare al mio paese,
sono italiano figlio di Sordi, Togliatti e di Pavese,
sono italiano e nel mio sangue scorre il genio di tenco
ma non farò schizzare il mio cervello sul pavimento
perché se in questo momento noi cedessimo le armi
perché se in questo momento noi restassimo inermi
di fronte al mare di vermi chiamato governo
che stringe patti di sangue con chi ha creato l’inferno
di cassonetti bruciati d’estate e d’inverno
allora si che davvero saremmo il fiume di coglioni
indicato dal nostro premier cavalier berlusconi
che vuole renderci tutti figli del grande fratello
bulimici del nulla ed anoressici di cervello.
mi chiamo vincenzo blanco e faccio veramente schifo
mi chiamo vincenzo blanco e sono un uomo schivo
mi chiamo vincenzo blanco e resto vivo finché scrivo
ma di questo mondo giuro che da oggi non sarò più schiavo.